Mimic

Guarda la sequenza, poi rifalla. Quattro tasti, una melodia che cresce.

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Si apre e il tabellone è già lì: quattro tasti, ognuno con la sua nota, il suo colore e la sua forma. Tocchi un tasto qualsiasi e la partita comincia: il tabellone accende una sequenza, tu la rifai. Se la rifai giusta si allunga di un passo, e il gioco va un po' più veloce.

Cosa fa

La sequenza è una melodia, non quattro colori

Le quattro note sono pentatoniche e salgono da sinistra a destra: qualunque sequenza il gioco possa generare suona bene con sé stessa, e si può canticchiare. È lì che sta l'aiuto di memoria vero — la maggior parte delle persone ricorda il motivo molto più a lungo di quanto ricordi «blu, blu, rosa».

Le note non sono registrate: sono calcolate mentre giochi, qualche kilobyte di aritmetica invece di file audio, senza niente da scaricare al primo avvio e senza nessuna licenza dietro a nessun suono.

E ogni tasto porta anche una forma e una vibrazione tutta sua: il colore non è mai l'unica cosa che distingue un tasto da un altro, così si gioca anche in silenzio e anche se le quattro tinte non si distinguono.

I tuoi dati restano tuoi

Mimic non ascolta: nessun microfono, nessuna posizione, nessun accesso a foto o file, nessun account e nessun server nostro. Il record e la preferenza sul suono restano sul telefono e se ne vanno disinstallando l'app. I permessi si fermano a Internet, che serve agli annunci, e alla vibrazione che accompagna il tocco.

Come si paga

Con un banner ancorato in fondo, e basta: nessun annuncio fra la sequenza e la risposta, nessun abbonamento, nessuna vita da comprare. Se compare un annuncio a schermo intero, è a partita finita.

Dove trovarla

Mimic su Google Play

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