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Una voce calma, un cerchio viola che respira, e la coda in tangenziale. Tocchi una sessione e parte: mettiti comodo, per quanto comodo si possa stare in coda da venti minuti.
Una lamentela nuova ogni giorno, in cima.
Il cerchio pieno, come promettono tutte.
Poi si svuota, frase dopo frase.
Diciotto sessioni, sei categorie
- La Lamentela Quotidiana — la tangenziale, la riunione che poteva essere una mail, il caffè della macchinetta.
- Coma Indotto — il bilancio aziendale, le condizioni d'uso, il verbale dell'assemblea di condominio. Letti piano, finché crolli.
- Demotivazioni Guidate — abbassare le aspettative, «da lunedì cambio tutto», la scansione corporea della stanchezza.
- Amore Tossico — visualizzato alle 23:14, la cena dai suoceri, la tua ex che sta benissimo.
- Sindrome dell'Impostore — ti scopriranno giovedì, il collega che sa usare Excel, «ottima domanda».
- Vita da Partita IVA — l'F24, il cliente che paga a centoventi giorni, le ferie col portatile.
Circa un minuto ciascuna. Tre andature della voce — strascicata, rassegnata, sbrigativa — al posto di uno slider. La serie di demotivazione conta i giorni di fila in cui hai aperto l'app senza concludere niente. In italiano e in inglese, secondo la lingua del telefono: le sessioni inglesi sono riscritte, non tradotte.
Il cerchio che si svuota
Ogni app di meditazione ha per logo un cerchio pieno e luminoso. Quello di Hollow comincia così, e mentre la voce legge si svuota parola per parola: il viola si spegne, il bagliore se ne va, e alla fine resta un anello intorno a un punto. Anche la schermata iniziale ingrigisce un po' ogni ora, dalle sei del mattino a mezzanotte, senza che nessuno la tocchi.
La voce è la sintesi vocale del telefono: nessuna registrazione. Se il telefono non ne ha una, le sessioni si leggono sullo schermo, alla stessa andatura.
È satira, e lo dice
Hollow non rilassa e non cura niente. Prende in giro le app di mindfulness, non chi le usa. Lo dice in fondo alla schermata iniziale e sotto ogni sessione: «Satira, non un consiglio. Se stai male davvero, parlane con qualcuno.»
Se vuoi rilassarti davvero, c'è Breathe: un cerchio che respira con te, sempre nostro, senza ironia.
I tuoi dati restano tuoi
Preferiti, serie di giorni, andatura e suono restano sul telefono. Niente account, nessun server nostro. Escono dal telefono solo i dati che raccoglie Google AdMob per gli annunci e — se il motore di sintesi vocale del telefono lavora in rete — i testi delle sessioni, che sono uguali per tutti. Tutto è scritto nell'informativa.
Come si paga
Con un banner ancorato in fondo e, ogni tanto, un annuncio a schermo intero solo dopo una sessione ascoltata fino alla fine — mai mentre la voce legge, mai prima. Nessun abbonamento.